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la Resistenza romana

Ugo Forno, l'ultimo
caduto della Resistenza romana
Scoperta dal sindaco di Roma Walter Veltroni il 4 giugno 2005,
sessantunesimo anniversario della liberazione della capitale, figura nel parco Nemorense
una targa per ricordare che poco distante abitava, al numero 15 della via Nemorense,
l'ultimo caduto della Resistenza romana, Ugo Forno, "morto - è scritto sul marmo -
per la libertà". La singolarità è che
Ugo Forno aveva solo 12 anni. Scolaro di
seconda media dell' istituto Luigi Settembrini, ultimata con ottimi voti, come appare nel
registro di classe, il ragazzo era andato verso le nove del mattino del 5 giugno (1944) per incontrare degli amici a piazza
Vescovio, e là aveva appreso che un reparto
di genieri tedeschi stava minando il ponte ferroviario sull' Aniene, lungo la statale
Cassia in prossimità della città, zona allora
di campagna. Ugo aveva nascosto nella sua casa due pistole lancia razzi, abbandonate dai
militari germanici mentre lasciavano Roma all'alba
del giorno prima, mentre gli angloamericani entravano da Porta Maggiore, ora impegnati a completarne l'occupazione senza
incontrare resistenza, scomparsi anche gli ultimi fascisti. Ugo -detto Ughetto in famiglia
e dagli amici, bruno, di corporatura minuta,
inferiore a quella dei compagni della sua età- andò a prenderle pensando di poter
intimidire i soldati della Wermacht. Giunto ad un cascinale
sulla strada che portava al ponte vi trovò alcuni giovani : due, figli del
proprietario di quell' appezzamento agricolo, Antonio e Francesco Guidi, tre braccianti:
Luciano Curzi, Vittorio Seboni, Sandro Fornari e
altri due dei quali non si conosce il nome. Erano armati con due fucili Maser e due o tre
pistole, incerti sul da fare. Il ragazzo si impose subito. Bisognava salvare il ponte. Si
avviarono, giunti in prossimità del luogo ove una diecina di genieri stavano collocando i
tubi di dinamite, aprirono il fuoco.I tedeschi
risposero con tre colpi di mortaio, e abbandonarono indenne il manufatto. Le esplosioni avevano colto in pieno il gruppo. Francesco Guidi venne gravemente ferito, Curzi ebbe una gamba
straziata, Fornari perdette di netto un
braccio, le schegge colpirono mortalmente Ugo
Forno al petto e alla testa. Quando arrivò sul posto Giovanni Allegra, sottotenente dei
paracadutisti, comandante di una squadra partigiana tutto era tragicamente finito.
Soccorse i feriti (Fratesco Guidi, ventunenne, morì poco dopo), collocò su un carretto Ugo Forno,
coprendolo con un drappo tricolore che aveva con sé , spingendolo sino alla clinica
INAIL in via Monte delle Gioie.
Eroe.
Il dodicenne romano che fermò la Wehrmacht. Storia di Ugo Forno, di Mario Avagliano (Il Messaggero, 18 maggio 2012)
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