Renzo Arbore
parla di Roberto Murolo
"Un caposcuola"
di Mario Avagliano
"Roberto Murolo era il cantore della Napoli classica e nobile,
celebrata da grandi giornalisti come Giovanni Ansaldo, dai pittori della scuola di
Posillipo e da poeti come Salvatore Di Giacomo". Troviamo Renzo Arbore in viaggio per
Napoli. Il cantante e showman che ha il merito di aver rilanciato Murolo, dopo circa
trentanni di silenzio, appena appresa la notizia della morte dellamico, è
partito subito per il Sud , insieme a Peppino Di Capri. "Se n'è andato un maestro,
un caposcuola", mormora dallautomobile. E racconta di averlo incontrato il mese
scorso. "Era sereno, sorridente, sempre affettuoso, anche se nel fargli visita mi
resi conto che era molto malmesso".
Quando ha conosciuto Roberto Murolo?
Nel 1957, quando mi sono iscritto allUniversità a Napoli. Fui
invitato a casa di un compositore napoletano, Rocca, me lo presentarono e diventammo
subito amici. Daltra parte io ero suo ammiratore fin da bambino. Sono cresciuto
ascoltando i suoi dischi e quelli di Sinatra. Murolo era un po lidolo della
borghesia meridionale.
Non era un bel periodo quello per Murolo
E vero, era un periodo di grande sofferenza, per la vicenda
ingiusta nella quale è stato coinvolto (fu accusato di molestie sessuali a un minore,
n.d.r). Sottolineo ingiusta: nessuno ha scritto che lui fu assolto, se pure per
insufficienza di prove. Ma tutti i suoi amici sanno che non cera nulla di vero.
Comunque fu costretto a un lungo silenzio.
Quelle accuse gli avevano fatto molto male. Viveva in casa e soltanto
pochi amici lo portavano di tanto in tanto in qualche cenacolo a cantare. Ricordo che
avevamo messo su un piccolo gruppo, "La posteggia", con Murolo, il marchese
Giulio Patrizi, Sergio Bruni. Io ero lamericano, cantavo le canzoncine scapigliate,
loro i classici della canzone napoletana.
Negli anni Ottanta lei è stato il protagonista del rilancio di
Murolo, della nuova fase della sua carriera. Nel 1990, gli ha anche dedicato uno speciale
televisivo, "Na voce e 'na chitarra".
Questo è uno dei pochi meriti dei quali vado orgoglioso, di averlo
ritrovato, riscoperto e rilanciato.
Subito dopo Murolo collaborò con artisti del livello di Fabrizio De
Andrè, Lucio Dalla, Mia Martini
Era amato anche dai jazzisti. Pino Calvi e Carlo Alberto Rossi hanno
composto brani bellissimi per lui.
La critica ha scritto che lo stile di Murolo ha rivoluzionato la
canzone napoletana e questa è stata la ragione del suo grande successo. E
daccordo?
Certamente. La sua è stata una rivoluzione tecnica: ha inventato la
canzone napoletana non cantata a piena voce ma sussurrata, senza arrangiamenti, con
laccompagnamento solo di una chitarra. Ha aggiunto poesia alle canzoni già poetiche
dei vari Di Giacomo e Mario Costa. E stata un po la stessa operazione che
hanno fatto Joao Gilberto o Vinicio de Morales in Brasile con la canzone popolare
brasiliana.
Lei ha detto in passato che la voce di Murolo è particolare.
Sì, la sua voce era come l'oro, non si alterava, era sempre
luccicante. Era una voce che risuonava profonda e dolcissima come nessun altra. Ti
commuoveva se la canzone era nostalgica, ti rasserenava se la canzone era allegra.
Rifletteva la sua nobiltà di razza napoletana purissima. Roberto era un aristocratico
dentro, nel senso migliore della parola, sia chiaro. Era nobile anche nella vita e nei
modi, generoso con la gente.
Quale eredità lascia Roberto Murolo?
Innanzitutto i suoi dischi. Murolo rimane il testimonial più completo
e più canonico della canzone classica napoletana. Ha tutte le caratteristiche per
diventare immortale. Sono sicuro che tra cinquantanni le sue canzoni saranno
studiate nei conservatori come gemme di un periodo felicissimo per Napoli.
Due anni fa Renzo Arbore ha celebrato il novantesimo compleanno
dellamico con il "Roberto Murolo Day", 4 ore no stop sul canale
satellitare Raisat.
Sono fiero di quel lavoro, che tra laltro comprende spezzoni di
alcuni vecchi film di Murolo e alcune sue felici apparizioni televisive. Sarebbe bello che
fosse riproposto, come omaggio a questo grande artista. So che Rai2 è interessata. Tra
laltro la Rai possiede un altro documento prezioso di Murolo: 50 delle 100 canzoni
che gli feci registrare in video per Rai International
Che cose le mancherà di Murolo dal punto di vista umano?
Mi mancheranno la sua grazia, il suo gusto, la sua affettuosità. E poi
mi mancheranno quelle serate che mi dedicava il giorno del mio compleanno, quando scendovo
a Napoli per festeggiare insieme agli ex compagni di università e lui non faceva mai
mancare la sua splendida voce e le sue canzoni.