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Geografie della
memoria. Case, rovine, oggetti quotidiani di Antonella
Tarpino
Einaudi, Torino 2008
Nella metamorfosi della memoria contemporanea mutano i luoghi del ricordare: non è
più nei simboli appannati della memoria tradizionale che va cercata la testimonianza
indelebile del trascorrere del tempo, ma negli spazi più domestici della vita quotidiana.
Tra le pietre delle antiche case rupestri del Mediterraneo o le mura, virtuali, delle
case della mente - le dimore che tra storia e letteratura (come per esempio "Casa
Howard") celebrano le virtù dell'intimità borghese - fino ai resti durevoli della
violenza e della guerra (il villaggio martire di Oradour sur Glane, uno dei più
importanti memoriali del secondo conflitto mondiale).
Ma ancora le case testimoniano fratture epocali, come l'avventura industriale
stratificata nelle periferie delle nostre città. Sono soprattutto gli edifici e gli
oggetti che, quasi proiezioni del nostro corpo, preservano la memoria quotidiana nel
tempo, ne comunicano le emozioni in profondità: siano essi la forchetta ricurva scoperta
fra le rovine di un villaggio-martire o il profilo antico della casa di famiglia. |